Sulle orme di Maria per aderire al progetto di Dio

Una riflessione sulla terza tappa del cammino dalla fraternità Tenda di Davide

 

Siamo giunti alla terza tappa del cammino di quest’anno intitolato "Con Maria sulle vie dello Spirito" e il tema “L'Annunciazione - l'adesione” ci aiuta a riflettere sul nostro cammino, sia individuale che comunitario.

Nel periodo di Quaresima, questa tappa, iniziata con l'insegnamento fatto da Corrado durante il ritiro di fraternità del 16 febbraio, ci aiuta ancora meglio a riflettere sulla nostra vita spirituale, sulla chiamata che Dio ci fatto e sulla nostra adesione ad un cammino nella Magnificat Dominum, per poter riscoprire nell’esperienza di fede individuale l'incontro-relazione con Dio Salvatore e rimotivare l'originaria vocazione che ci ha resi"Comunità", superandone le  eventuali difficoltà.

In aiuto ci viene come sempre l'esempio di Maria di Nazaret. Lei accoglie la Parola nell'intimo del cuore e quando l'angelo visita questa fanciulla dalla vita semplice, in un villaggio normale, Maria ascolta ciò che Dio le sta proponendo attraverso di lui. E' necessario molto silenzio per ascoltare lo stupefatto silenzio di Dio e rispondere a ciò che Lui ci chiede.

Nel fare ciò diviene utile considerare Maria nella sua umanità,  pensarla come donna che, colta da Dio in un momento decisivo della sua vita, cerca di esprimere il meglio di sé come creatura, come donna e come credente e di rispondere a Dio che la interpella in vista di un progetto unico e grande.

«"Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei» (Lc 1,26-28). Maria non oppone resistenza, non pretende di mettere ostacoli dinanzi a Dio, non dubita; fa solo presente la sua situazione spirituale, esprime un desiderio, manifesta la sua radicale e profonda "povertà". «"Come è possibile?”[...]Ha guardato l'umiltà della sua serva" (Lc 1,34.38). E' così che ella si dispone totalmente a fare la volontà di Dio. Pur nel turbamento, umanamente comprensibile, dice il suo "SI" alla chiamata .

Anche noi che abbiamo detto "si" alla chiamata di Dio nella Comunità, possiamo trovarci nello smarrimento, ma come a Maria, Dio dice a ciascuno di noi "Non temere". Dio entra nella nostra vita, che è fatta di turbamenti, di emozioni confuse, entra nella nostra vita anche se inadeguata. O forse proprio per questo.

La fede, anche  quella di Maria, sgorga dal dono di Dio: da Dio che si fa dono. Se non fosse così non sarebbe salvifica. Impariamo quindi a non scavare dentro di noi, per trovare chissà quale sentimento, chissà quale anelito. Non è questa la via che porta alla salvezza. Essa infatti non può venire da dentro o dal basso, ma viene a noi dal di fuori, dall'alto, da Dio, Padre di ogni dono perfetto, sorgente di ogni luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo.

Anche nella nostra vita il vero protagonista è Dio, grande e misericordioso, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio di Gesù Cristo, il Dio delle promesse e della Nuova Alleanza.

Incontrare Dio cambia la vita, la rende fruttuosa. Nell'incontro con Dio, la Vergine Maria riceve il "frutto" della maternità. Quello che per noi oggi è difficile è mostrare la visibilità di quello che ci accade nell'incontro con Dio, perché forse non sempre siamo capaci di testimoniare i segni del passaggio di Dio nella nostra esistenza.

Forse per questo abbiamo bisogno di riscoprire nella nostra esperienza di fede l'incontro-relazione con Dio Salvatore e di riscoprire nel fratello della Comunità il Segno della onnipotenza di Dio, donata a ognuno di noi.

 

Nando Tornese