“Hai messo
più gioia nel mio cuore
di quando
abbonda vino e frumento.
(Salmo 4)”
Sono passati alcuni giorni dal ritiro e che balza al
mio cuore è la certezza, che attraverso questa prima esperienza vissuta
nella Comunità Magnificat Dominum, posso continuare a lodare Dio per le
meraviglie che opera nella mia vita.
La Comunità in questi giorni si è rivelata per me un
ulteriore segno che Dio ha posto nella mia vita perché questa potesse
acquistare ancora più senso .
Mi piace pensare alla Comunità come alla chiave di
lettura,una risposta alle mie domande su quel progetto che Lui stesso ha
pensato e desiderato da sempre e per sempre per me.
Prima di raggiungere San Giovanni Rotondo avvertivo
dentro delle emozioni strane,simili a quando si va incontro al proprio
innamorato.
Non ci stavo più nella pelle, ero abitata da una gioia
che non riuscivo a spiegarmi perché partivo per un’esperienza con persone
mai viste prima…eppure questa gioia non mi ha abbandonata neppure per un
attimo.
Anzi cresceva ogni momento sempre di più.
Il primo giorno si respirava quasi un’aria di
insoddisfazione visto lo scarso coinvolgimento dei giovani, eppure dentro
sentivo che non sarebbe stato così!
Questa mia gioia è stata accresciuta dai lunghi
dialoghi di questi giovani avidi di essere ascoltati; dai loro sguardi
carichi di delusione per la vita; dai loro sorrisi ricchi di nostalgia di
cose perse; dalle loro strette di mano; dai loro sentimenti spesso
travisati.

Questi giovani sono MERAVIGLIOSI; sono abitati da una
bellezza straordinaria: vogliono trovare il senso della loro vita; hanno
bisogno di qualcuno che si compiaccia, si fidi e si prenda cura di loro.
Tocca a noi far gustare loro la dignità di figli, la
stessa che Dio fa sentire a ciascuno di noi.
Tocca a noi scoprire il loro “oltre”, andare oltre i
loro atteggiamenti, oltre le loro smorfie, oltre i loro pensieri.
Tocca a noi visitare il loro “oltre” per portare alla
luce le loro più profonde bellezze e ricchezze.
Io ho investito un po’ del mio tempo ed ora mi ritrovo
ad aver ricevuto mani, sguardi, cuori, vite tanti quanti loro.
“Se Dio ti trova disarmato certamente ti darà il tuo
posto”.
Grazie perché, attraverso voi tutti, Dio, trovandomi
disarmata, ha potuto “consegnarmi il mio posto”; mi ha sussurrato cosa
attende da me; mi ha svelato in modo più chiaro la mia vocazione :la mia
passione più grande? L’UOMO.
Giovanna
D’Aprile