Dimmi con chi ti sei alleato e ti dirò chi sei !!!

 

Stralcio dall'omelia di S.E.R. Mons. Rocco TALUCCI – Arcivescovo di Brindisi-Ostuni - durante la Giornata di Alleanza della Fraternità Tenda di Davide

XXVIII Domenica del Tempo Ordinario

Liturgia del giorno: Sap. 7,7-11  Sl 89  Eb 4,12-13  Mc  10,17-30

 

Brindisi,  15 Ottobre 2006 La seconda lettura della liturgia che stiamo vivendo, pone al centro la “Parola di Dio”, tagliente,  che penetra nell’intimo e solo chi si fa toccare da questa Parola si accorge che il messaggio esige una risposta.

La prima lettura dice che la “Parola” porta la Sapienza. Chi vuole incontrare Dio sceglie la Sapienza e la ritiene  più valida di tutte le ricchezze materiali esistenti.

L’oro è paragonato alla sabbia, l’argento al fango. Immaginate di dire in giro questo, magari a chi pone il suo tesoro nell’oro e nell’argento: non si accorgerà della Sapienza di Dio!

Chi invece cerca la sua ricchezza nella Sapienza che da il senso della vita, la gioia di vivere e la prospettiva di vivere bene, quella persona sarà capace anche di rinunciare al resto come ha fatto Salomone, che ha scelto la Sapienza e non la ricchezza.

Il Vangelo ci dice che la Parola, la Sapienza è Gesù stesso. Così davanti a quel giovane  del vangelo di oggi, la Parola, la Sapienza è la persona stessa di Gesù  che diventa un invito, una chiamata.

Gesù chiama questo giovane non a credere e diventare cristiano, neppure a cominciare ad amare, ma parla ad una persona che osservava già da tempo i comandamenti, quindi uno  già  avviato nel cammino di fede, un giusto che noi oggi chiameremmo “battezzato”.

Ma a questo uomo giusto, ha chiesto qualcosa di più, presentandolo come un “vero tesoro” di vita.

Gli chiedeva di non ritenere tesoro <<le cose che aveva>>, perché tesoro era, in quel caso, <<seguire da vicino il Signore>>.

In altre parole a quel giovane che chiedeva <<cosa doveva fare>>, Gesù gli ha proposto <<chi  doveva essere>>, e <<a chi doveva appartenere>>.

Gli ha chiesto una consacrazione un po’ più forte.

Gesù chiede a ciascuno secondo una misura diversa ma sempre per la gloria della Santissima Trinità e a beneficio dell’umanità intera, per il bene di tutti.

E’ quindi possibile che uno battezzato possa seguire la vita della comunità ecclesiale,  possa seguire il carisma di un movimento, o nel movimento possa fare anche “un passo in più” con l’Alleanza per un’ appartenenza più intima a Cristo.

L’Alleanza è il contesto della vita cristiana. Quando Dio parlava ad Adamo, era già alleanza; quando parlava ad  Abramo o a Mosè faceva altre forme di alleanza. Ogni volta che Dio parla all’uomo gli offre un’alleanza con Lui.

Potremmo dire: <<dimmi con chi ti sei alleato e ti dirò chi sei>>!

Ognuno cerca i suoi alleati. Se uno cerca di allearsi con Dio, addirittura perché scopre che Dio vuole particolarmente un alleato per compiere un progetto, allora è chiaro che dovrà rinunciare a qualche altro progetto.

Ma perché rinuncio ad un progetto? Perché ne intravedo un altro migliore!

All’inizio di questa Celebrazione ogni membro della Comunità ha portato una perla all’altare, e io mi chiedo qual è la perla della vita, qual è il tesoro.

Per avere una perla preziosa uno sarebbe disposto a vendere tutto. Allora bisogna capire qual’è la perla preziosa  che dà la gioia di vivere.

Ecco, la sequela di Gesù, il “seguimi” è la perla per possedere la quale siamo capaci anche di rinunciare ad altre perle, o meglio a quelle che altri chiamano perle, ma che per noi non lo sono.

Questa è la grande rivoluzione!

                         

<<Che cosa avviene ?>> chiedono gli apostoli, a quanti sono disposti a rinunciare a tutto per questa perla. E Gesù risponde: “ Chi rinuncia a tutti questi beni, ma  perché sceglie me, avrà cento volte tanto”  ma in gioia dell’anima, non in possedimenti, e poi la vita eterna. 

E allora cosa dobbiamo fare? Come o cosa dobbiamo essere per avere la vita eterna?

Seguire il Signore secondo la misura della chiamata che Lui ci fa, ponendo in Lui la nostra speranza per poterla poi testimoniare agli altri.

Anche la vita umana, che in se stessa è considerata un tesoro, poi  in realtà non lo è perché con la morte questo tesoro scompare. E’mai possibile che uno nella vita trovi tanti tesori e poi scopre che la sua vita non è un tesoro, perché finisce nella morte?

Ecco perché Gesù Risorto è la perla preziosa. E’ evidente: è quella la vita che conta! Ed in vista di questa vita che ci garantisce l’eternità, noi possiamo fare tutte le rinunzie. Anche la povertà radicale. Ma ditemi, chi giunge a fare scelta di povertà radicale, non è forse il più ricco, se la sua perla è Cristo Gesù?

Infatti anche se tu possiedi tutto il mondo, il tesoro umano, Egli dice <<stolto, stanotte morrai, a chi andrà?>>  E allora non sarebbe tutta una delusione, la vita dell’uomo senza Dio?

 

   E allora sia questo l’ideale a cui volete dire il vostro ECCOMI! Il Signore prenda veramente possesso e abbia una pretesa più viva in voi, perché possiate “essere” come Lui, prima ancora che  “fare” per Lui. Ecco allora che la “Povertà” viene intesa come una ricchezza; la “Costruzione dell’Amore” il vero progetto che dà gioia! Il “Perdono Permanente”. Quante volte dobbiamo perdonare, uno, due, tre,  …. fino a sette? No…….Settanta volte sette  è un permanente stabile. Perdono che non significa chinare il capo ma ricostruire, ricominciare dinuovo.

Il “Servizio” viene di conseguenza, infatti se il <<seguimi>> significa “ sii con me”, con il “mio pensiero”, con “ il mio amore” seguendo Lui, che si è fatto servo per dare felicità anche agli altri, ne scaturisce dopo “l’essere” anche un “fare”.

 

Ecco, con questi sentimenti che ho ritenuto di esprimervi, ritengo di poter dare ragione della valenza della Comunità Cristiana di cui facciamo parte; del carisma di un Movimento nel quale uno alimenta la propria fede e anche di una “ Alleanza” particolare con il Signore perché si esprimano meglio le Sue opere. In questo caso, anch’io chiederò a voi -come Gesù al giovane-: “Vieni e Seguimi!”  La differenza di oggi, mi auguro e anzi ne sono certo, è solo questo che quel giovane ha detto di no. In verità non preoccupa tanto il suo no, quanto che si  fece triste, quindi dentro di lui qualcosa non andava.

Voi risponderete <<SI>>, e con il si, si manifesti la gioia. E allora se un “si” che pure costa, determina gioia, vuol dire che è un  “si”  di verità.  Allora siate certi che anche voi, avrete il 100% sulla terra, pur con le persecuzioni e le difficoltà.

Quindi quando queste arriveranno, nessuno dica: ma come Signore, io ti appartengo e tu mi tratti  così? Va bene, Signore cento volte tanto di gioia, ma mescolata anche alle difficoltà.

Ma poi ci sarà la vita eterna!!!

Chi ha detto le parole :”Magnificat Dominum”? E’ stata la Madonna.

Che non sia solo la vostra denominazione!

“Magnificat Dominum”. Maria ha detto: la mia anima magnifica il Signore.

Il soggetto è importante, e da oggi in avanti, ognuno di voi possa dire “io magnifico il Signore”.

 

 

 

 

 

 

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